Bagni pubblici, la giunta annuncia la svolta: concorso internazionale, mappa completa e pulizie raddoppiate

Approvata all’unanimità la mozione di Mario Mascia e Rosanna Stuppia per mappare, riqualificare e gestire meglio i servizi igienici comunali. La giunta annuncia un nuovo accordo quadro per rafforzare pulizia e presidio

Genova prova a rimettere ordine in un tema spesso trattato con sufficienza, ma decisivo per la qualità della vita quotidiana di residenti, anziani, famiglie, bambini, persone con disabilità e turisti: i bagni pubblici. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata da Mario Mascia, di Forza Italia, e Rosanna Stuppia, di Vince Genova, dedicata al miglioramento, alla riqualificazione e alla gestione dei servizi igienici pubblici comunali. Un voto trasversale che ha impegnato la sindaca Silvia Salis e la giunta a costruire un quadro aggiornato dell’esistente, definire priorità di intervento e avviare una strategia più moderna, accessibile e controllabile.

La mozione chiede prima di tutto una mappatura puntuale dei servizi igienici pubblici del Comune: condizioni strutturali, accessibilità per persone con disabilità, passeggini e utenti fragili, reale fruibilità per anziani, donne e bambini, orari di apertura, livelli di manutenzione, pulizia e costi di gestione. Non solo una fotografia numerica, quindi, ma una valutazione concreta di quanto questi spazi siano davvero utilizzabili. Il documento prevede anche una relazione da presentare al Consiglio comunale, insieme a un piano di riqualificazione che includa manutenzioni ordinarie e straordinarie, sistemi antidegrado e di sicurezza, adeguamenti per l’accessibilità universale, soluzioni ecologiche per il risparmio idrico, materiali resistenti e sensori per segnalare guasti o necessità di intervento.

Il testo approvato guarda anche all’installazione di nuovi servizi igienici nelle zone di maggiore frequentazione, dal centro storico alle aree turistiche, dai parchi urbani al lungomare e alle aree portuali. Tra le ipotesi ci sono strutture modulari, facilmente collocabili, sistemi automatici autopulenti, affidamenti a cooperative sociali o realtà del terzo settore e convenzioni con esercizi commerciali aderenti a un programma di “bagni pubblici diffusi”. La mozione chiede infine una comunicazione più chiara per cittadini e visitatori, con segnaletica visibile, mappe aggiornate sul sito del Comune, geolocalizzazione tramite applicazione e monitoraggio periodico della qualità del servizio.
A nome della giunta sono intervenuti l’assessora al verde e urbanistica Francesca Coppola e l’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante, entrambi favorevoli alla mozione. Coppola ha spiegato che il tema è già al centro del lavoro dell’amministrazione da mesi e ha rivendicato un approccio non emergenziale, ma progettuale. «Non è un problema da sottovalutare, non è un problema che deve far sorridere», ha detto, ricordando che in una città con una popolazione molto anziana la presenza di bagni pubblici accessibili e dignitosi diventa una questione di libertà di movimento, non un dettaglio di arredo urbano.
L’assessora ha raccontato che il lavoro degli uffici ha preso spunto anche dal film “Perfect Days” di Wim Wenders, dedicato proprio alla cura, alla bellezza e alla dignità dei servizi igienici pubblici di Tokyo. Da quella suggestione è nato un approfondimento dell’urbanistica comunale che ha portato alla preparazione di un documento di indirizzo alla progettazione. L’obiettivo è incrociare la mappa dei bagni esistenti con le aree turistiche e i luoghi di maggiore fruizione, ma anche introdurre un ragionamento più attento ai bisogni diversi delle persone. Francesca Coppola ha parlato di “urbanistica di genere”, cioè di una progettazione capace di considerare esigenze differenti e di rendere i servizi realmente accoglienti e utilizzabili da tutti.
Il documento di indirizzo sarà poi trasmesso all’Ordine degli architetti, con cui il Comune intende lanciare un concorso internazionale di progettazione. La giunta vuole puntare non solo sulla funzionalità, ma anche sulla qualità estetica dei nuovi bagni pubblici, guardando alle esperienze internazionali in cui questi spazi sono trattati come elementi qualificanti della città e non come presenze marginali da nascondere. La prospettiva non è quella di risolvere tutto con un unico bando, ma di individuare punti strategici da cui partire, distinguendo tra nuovi servizi autonomi da collocare nello spazio urbano e strutture esistenti che richiedono manutenzione, adeguamento o riprogettazione puntuale.
Massimo Ferrante ha invece illustrato la situazione attuale e gli interventi già previsti sul piano della gestione. L’assessore ha chiarito che il Comune deve lavorare su due livelli: da un lato la progettazione di nuovi servizi più moderni e inclusivi, dall’altro il miglioramento immediato della pulizia e del presidio dei bagni già presenti. Ha inoltre richiamato un tema di equità: i vecchi vespasiani, per loro natura, rispondono a una concezione superata dello spazio pubblico e tendono a escludere una parte della popolazione. Per questo i nuovi interventi dovranno superare quella logica e puntare a servizi utilizzabili da tutti.
Attualmente, ha spiegato Ferrante, il servizio di pulizia giornaliera e piccola manutenzione dei vespasiani e degli altri servizi igienici è affidato alla cooperativa Rastrello per il periodo dal primo marzo al 31 agosto 2026. Il presidio riguarda diversi bagni pubblici, tra cui quelli di piazza Meridiana, della metropolitana di De Ferrari, della Darsena presso il Museo Galata, della metropolitana di Sarzano, della metropolitana di San Giorgio, di via Rossi, del parco dell’ex caserma Gavoglio e della Casa delle Bambole ai parchi di Nervi. L’assessore ha precisato che questi sono servizi igienici presidiati e utilizzabili da tutti, mentre i vespasiani restano esclusi da questa tipologia di presidio.
Dal primo settembre partirà un nuovo accordo quadro, ancora in fase di verifica, diviso in due lotti e destinato a incrementare il servizio di pulizia. In alcuni bagni pubblici e vespasiani sono previsti passaggi due volte al giorno. Il primo lotto comprenderà, tra gli altri, i servizi della metropolitana di De Ferrari, della metropolitana di Sarzano, della Darsena presso il Museo Galata, di via Turati, di via Rossi e di piazza Meridiana. Il secondo riguarderà anche via Fiume, Villa Imperiale, la Casa delle Bambole e altri servizi nei parchi di Nervi, oltre ai bagni del cimitero di Staglieno, in piazzale Resasco. Nei punti di maggiore presenza turistica resterà inoltre l’attività di presidio dal lunedì al sabato, con la possibilità di estensione domenicale se saranno reperite ulteriori risorse.
Il voto unanime dà ora alla giunta un mandato politico chiaro. La questione dei bagni pubblici non viene più trattata come un problema residuale, ma come parte della qualità urbana, della sicurezza, dell’accoglienza turistica e dell’inclusione. La sfida sarà passare dalle linee guida alla realizzazione concreta: mappare ciò che esiste, capire cosa funziona e cosa no, intervenire sulle strutture degradate, scegliere dove collocare nuovi servizi, garantirne la pulizia e renderli facili da trovare. In una città che chiede più spazio pubblico vivibile, il diritto a un bagno pulito, accessibile e sicuro diventa una misura molto concreta della civiltà urbana.
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